Il cavaliere lungo la Tiburtina (parte quarta)
Hariseldom
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Sacro suolo delle terme delle acque albule
che purifica la pelle dalle infezioni
che porta bellezza ai cavalieri
e morte ai nemici del re.
Così a mezza alba
con il sole che appena spuntava dietro i monti
ecco che due ombre appaiono
un uomo barbuto, sporco con bastone
e un cane secco, il pelo irto lingua penzolante.
Lesta la spada dal fodero uscì
e la punta della stessa il petto del vagabondo toccò
mentre il cane ringhiava
l'uomo di stracci biascicava.
" Cavaliere del Santo Sepolcro
non infierire su questo straccione
prima d'esser barbone
ero scudiero di cavaliere
ma quando il mio padrone in duello morì
nella polvere finii il mio servire il potere."
"Prendimi cavaliere io sono Borghello
mangio poco e so essere come un fratello,
conosco di questa via ogni segreto
son servo assai discreto."
" Conosco le donne che si vendono a poco
e le moglie che tradiscono solo per il piacere
conosco i preti
e i loro segreti
io sono Borghello scudiere d'ostello."
" il cane non ha nome
perché non ha padrone
mi segue da un mese
e anche lui e di poche pretese."
" Paura ha di ogni cosa
ma ha un pregio che lo rende prezioso
conosco il profumo di ogni tartufo
e di quel piacere io non son mai stufo."
Tolse il cavaliere dal petto la punta
punta di spada affilata lascia
nel sangue doccia gelata.
Così ti tre salirono a passo lento
verso la superba Tivoli
tra ulivi pieni di frutto
e pellegrini diretti in opposta direzione.
Salirono sino alla locanda del ponte
dove l'Aniene bagna gli antri della sibilla
e da quella che era donna di molto sapere
vollero andare per chiedere a lei un favore.
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