La via del giardino

Fuggo dal male
lasciandomi alle spalle
città lunapark d’effimera felicità
dove marionette di uomini
con inutili mani al cielo appese
consumano il tempo
ballando intorno ad abbaglianti totem.
Guardo nel fiume
l’immagine senza volto
di un sorriso perso tempo fa
cerco nell’ignota destinazione
l’attimo in cui tutto si rivela.
Bianca la luna rischiara
il buio attorno al desolato monte
dove batte il vento del dubbio
e ali deboli di fede non arrivano in volo.
Tra siepi e rovi
l'ignota mano indica
la via del giardino
dove l’ulivo affonda
le sue radici nella terra.
Finisce il mio viaggio
chiudo gli occhi
incontro la mia anima...
sotto gli ulivi del Getsemani
©
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Commenti (1)
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rita iacobone23 settembre 2015
Un percorso intimistico dove il poeta cerca di ritrovarsi nel pensiero puro di un Cristo che per noi si è sacrificato. Occorre spalancare il cuore e la mente per scoprire la via di quel Giardino dove le anime perse si possono ritrovare. Complimenti.
