Sulla tua bocca dimentico
elena rapisa
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Come canto s'alza dal tuo seno
un presagio di vita
oh creatura notturna che pregni d'ombra hai l'occhi
che videro ultimi la luce
e il mio buio ora illuminano con l'amore.
A piedi scalzi e scalzo cuore a te giungo
porgendoti il mio autunno a rifiorire
al tuo ventre.
Terra mi sei e radice d'anima e sangue,
mare bianco di spume mi scorri
e in te navigano dolcemente i miei anni
dimenticando sulla tua bocca di glicine
il tempo senza vita di quando m'eri straniera
Il vecchio tronco s'è coperto di nuove foglie
al tocco della tua fresca linfa
e più non temono l'ossuta stretta dell'inverno
i rifioriti rami.
Tu che doni novella alba
all'arida irrigidita mia vita.
©
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L'autore
elena rapisa
Sono una bilancia sbilanciata eternamente in conflitto fra razionalità e sentimento: il più delle volte prevale quest'ultimo. Mi abbandono sovente al sogno e mi rintano nella solitudine per meglio scandagliare il mio io segreto e riassaporare ogni attimo di gioia vissuta. Credo fermamente che amare sia sinonimo di do
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