L'albero delle pere
Hariseldom
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Raggiunsi la collina che era sera
del mio vagabondare ero stanco
lasciato avevo il mio lavoro
ora che i figli erano grandi.
Due fette di pane e mortadella
una bottiglietta d'acqua
e un portafoglio con cinque euro dentro.
L'albero delle pere era sulla cima
i frutti fradici per terra
e un gatto nero che si aggirava
forse era un morto di primavera.
Mi sedetti a guardare la valle
la barba lunga pizzicava
e qualche zanzara vi giocava
Mangiai quel che rimaneva
del mio pasto
sentendomi stanco e vinto
come mai un tempo.
Un sorso d'acqua
il gatto che mi chiese pane
e diedi lui la mortadella
morire si può
ma non da soli.
A quel gesto arrivarono due donne
giovani e belle come i miei sogni
mi guardarono in silenzio
e una accarezzò il mio viso.
Capelli ondulati e neri una
biondi e corti l'altra
sedettero accanto a me sulla collina
e io rividi loro in un altro tempo
amori dimenticati lasciati sulle pietre
vite non vissute
giorni non goduti.
Mi baciarono entrambe sulla bocca
bacio di fate, bacio che trasforma
ora sono qui sotto l'albero delle pere
aspetto l'inverno e il pelo nero
tocca a me aspettare un viaggiatore
perso nella vita
da accogliere con un miagolio
o con le fusa.
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Hariseldom
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