Sdrucciolo incedere

Fine da finem limite, confine
chiuso da un muro
invalicabile
ostico
Cattivo captivus prigioniero di se stesso
nessuno cancellerà il tormento degli occhi
nessuno lo ha mai scorto
nessuno
Qualcuno
non chiederà ciò che è ignoto
non conoscerà dolore se
non saprà felicità
come altri
prima
Tradizione tradere consegna trasmissione
progenie di donne affannate
operose indomite
fini a se stesse
Famiglia faama casa riempita
di vuoti simulanti pieni
in un circolo
vizioso
Mortificato mortem facere
ossimoro che agogna
qualcosa
Amore
Ricordo lontano di racconti perduti
simulacro ideale
vago confine
Il fine non giustifica il mezzo né l'attore
il mezzo non porta né la apre
immobile scruta inerte
inerme capitolare
Capitolo chiuso
punto a capo.
Calato
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
DaviD
Vivo di passioni fulminanti. Le brucio con veemente intensità, la storia, la chitarra, la poesia, insieme al calcio che è la croce mia. Alcune poi ritornano pressanti. Ormai dovrei saperlo alla mia età. Perció finchè m'aregge e nun m'annoio, v'ammorberò co' quarche mia poesia nell'illusione de fa' spunta' un sori
Commenti (1)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Daniela Dessì31 ottobre 2015
Nel nostro incedere ci si ritrova sempre punto e a capo, imbrigliati nel circolo vizioso, prigionieri di se stessi senza carpire il senso delle cose, confinati nei limiti dell'ignoto passaggio che attraversiamo con le sole forze umane.

