Raccoglievo acini per farne collane
Hariseldom
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Raccoglievo acini
si acini dell'uva per farne collane
e regalarle alla donna del pozzo nero.
Voi non sapete nulla
e forse neanche io so nulla della vita
io ho perso e certe cose posso dirle
ma ero felice
e avevo un ago sottile e filo di seta.
Intrecciavo quegli acini
li sceglievo della stessa grandezza
e poi li regalavo alla donna del pozzo nero.
Era una fanciulla meravigliosa
ma di certo non era una bella donna
aveva odore di fognatura
e stracci unti
ma era davvero lei
colei che spurgava le fogne
e non aveva paura dei ratti.
Era un'intoccabile per la sua gente
e io non l'amavo
ma guardavo quella donna
che metteva un sorriso
in ogni cosa.
Ho imparato da lei
ho imparato cosa vuol dire una sconfitta
cosa sentirsi perso
cosa vuol dire vedere la gente andare via
e gli sguardi
e quell'odore di perdente
che ti resta addosso.
Così imparai a sorridere
a capire che tutto quello che vediamo
non ci appartiene
e intrecciai acini d'uva per lei
senza un Dio
senza una bandiera
senza altro sogno che il sogno stesso.
Ora lei l'hanno bruciata
su una pira funebre
la vecchia dei pozzi neri
non c'è
e io non intreccio più nulla
cammino senza guardare i volti
e in silenzio
sulla pietra grigia
siedo.
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