Non lavora più con noi

Vivo di passioni fulminanti. Le brucio con veemente intensità, la storia, la chitarra, la poesia, insieme al calcio che è la croce mia. Alcune poi ritornano pressanti. Ormai dovrei saperlo alla mia età. Perció finchè m'aregge e nun m'annoio, v'ammorberò co' quarche mia poesia nell'illusione de fa' spunta' un sori
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Versi di grande profondità che toccano un tema anche sociale. Volendolo trasportare al momento della pensione non si è mai felici quando una vita lavorativa si conclude e si esce di scena con gli occhi un po' gonfi. L'autore ha saputo ottimamente tracciare vil percorso di ognuno di noi partendo da una fulgida primavera sino al freddissimo inverno che non riscalda un cuore stanco e forse disilluso. Molto piaciuta anche per l'eleganza dei versi.
a chi come me è capitato, di essere l'aliena costretta a lasciare la scena, non possono non colpire i tuoi versi, e poi si ricomincia ma ci vogliono anni prima di sentirsi di nuovo a primavera,


