In tutta sincerità
In realtà muti
solfeggiamo le nostre afonie
mimando individuali alfabeti,
dal basso di una spiritualità
lanzichenecca, viviamo...
pensiamo di vivere (di nascosto)
amore
come mela da rubare
in campi di fughe.
Sempre
come episodio transitorio
da scomporre in creme, in specchi
malati di eterna giovinezza,
in baci senza mittente,
mentre la nostra pelle gela
e si aggruma come latte rancido
nel più religioso e ottuso silenzio.
Mi piacerebbe una nuova divinità,
l'accetterei anche mediatica,
capace di incartare le presunzioni
in un tappeto di cielo indaco
sempre più trasparente
e poi di colpo nero
come un sipario che cade
chiudendo un'antica tragedia.
Mentre
una rugosa presentatrice felliniana
commenta:
lo spettacolo è concluso
per mancanza di tenerezza,
il teatro chiude.
Buonasera.
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L'autore
Rossi Abner
Abner Rossi è autore teatrale, regista, critico musicale (Jazz e canzone d’autore) e poeta. E’ stato Direttore di produzione di “Versilia Jazz Festival – Premio Musica Europa”, membro della Direzione del Centro Internazionale per la canzone d’autore costituito dal Comune di Viareggio, direttore di produzione della etic
Commenti (1)
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carla vercelli3 ottobre 2015
Mi piace molto tutta dalla "spiritualità lanzichenecca..." all'auspicio di una "nuova divinità anche mediatica..." sino alla conclusione annunciata dalla rugosa felliniana "lo spettacolo si chiude per mancanza di tenerezza..." Mi pare un ritratto davvero sincero, spietato e creativo del nostro mondo attuale con implicita la soluzione proprio nella chiusa.
