Sul divano verde a strisce
Te ne sei andato,
senza spiegazioni
lasciandomi prigioniero
dei miei sogni e delle mie paure.
Quanto temevo l’adolescenza.
E quanto l’aspettavo.
Il liceo, gli esami, la fidanzata.
Perfino lo scontro generazionale,
inevitabile alla tua e alla mia età,
mi avrebbe fatto sentire felice.
E invece eccomi qui,
in una fresca sera di primavera,
a vaneggiare,
da solo.
E riverso parole e pensieri
sul mio divano verde a strisce
aspettando un diciottesimo compleanno
che non arriverà mai.
©
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Commenti (2)
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India3 ottobre 2015
Su quel divano verde a strisce, accanto a te, siede un angelo. Versi semplici ma efficaci. Niente fronzoli ma solo la cruda realtà dove l'autore, nonostante tutto, immagina con " nostalgia" quello che sarebbe stato. Analisi lucida e struggente.
Antonio Biancolillo3 ottobre 2015
E nella mente passano immagini lucide e così vere... quando si disegnano emozioni e sentimenti di qualcosa che si potrà solo disegnare nel cuore... Il tutto ha quel sapore nostalgico mentre i versi scorrono sinceri e spediti verso il lettore... Molto apprezzata...
