Sotto l’ombra dei gerani, d’inverno
Francesco Falconetti
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Disteso sotto l’ombra dei gerani, d’inverno
piango la calura dell'estate
-e cos'è, quest'incredibile attesa del silenzio che mi strazia (l’anima)? -
Ho camminato (ancora) i miei canuti anni, come gocce a mare,
tra involontari fraintendimenti
che riecheggiano
ed urlano amare vittorie.
Lo spazio dei desideri è già assente,
mentre nulla (nessuno)
volge indietro il passo, ad osservare ormai.
È l’astuzia dei buoni propositi (falliti)
che mi sfuggono, polvere tra le dita,
e trascendono in parole astratte
Attendo invano una lacrima, mai.
©
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L'autore
Francesco Falconetti
A volte, così docile, mi lascio cullare. Questo mutevole vento (che talvolta ritorna), mi trasporta, così lontano.
Commenti (1)
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Luciano Capaldo4 ottobre 2015
Struggente lirica che nasce da una introspezione attenta, sofferta. Un'età in cui si crede di poter tirare le somme di una vita intera ma speso sfuggono ai nostri occhi quanto di grande e di buono si sia fatto veramente nella vita e questo alcune volte lo dimentichiamo. Così capita di vedere un po' nero o grigio. L'autore con versi di grande forza ma di grande sensibilità mette a nudo se stesso e ci ragala una lirica davvero bella, elegante, vera.

