Epitaffio
Pier Giorgio Cadeddu
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Vorrei scrivere con usata lentezza
di storie raccattate per la strada,
quelle piccole amare storie
vissute clandestine nei racconti del fuoco
mai banali di un galateo per poeti di corte
o sfrangiate di inutili masse di parole
vorrei scrivere di dolori urlati al vento
per avvolgervi il cuore,
uccidervi le rime,
sciogliere il finto amore che mostrate
come tette rifatte a cinquant’anni.
Ma le parrocchie confondono le idee,
abusano d’incenso i calli duri
delle vostre ginocchia,
accendono candele per i falsi poeti,
vocabolari tascabili della noia profonda.
Vorrei scrivere e forse lo farò,
con il sangue alle mani
e la malinconia di idee.
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L'autore
Pier Giorgio Cadeddu
Commenti (1)
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Luciano Capaldo4 ottobre 2015
La verità risiede nelle piccole cose, nella vita vissuta in mezzo alla gente e non nel falso perbenismo o un etichetta di vita... falsa. Sarebbe bello quindi che l'epitaffio si intitolasse a chi nella vita è stato sincere nobile d'animo, galante di cuore e di animo. Una bellissima riflessione di vita presentata da versi schietti, diretti prosaici.

