Sonetto d'uno strimpellatore matto
Sto solido in questo sito "come d'autunno sugli alberi le foglie". Ho scritto sotto vari nick, quali"lo strimpellatore" e altri, ma in realtà sono quel Lorenzo Crocetti per sette volte almeno cacciato dal sito per i suoi interventi, da spirito (forse troppo) libero, ma poi sempre riaccettato. E continuo a starci beata
Commenti (2)
Con questo bellissimo sonetto il poeta ben rappresenta una situazione comune, credo, a parecchie persone. Tante volte, per le regole della buona educazione, per non rattristare il prossimo, ci tocca fare come il pagliaccio della famosa opera lirica: ridere, mentre ci piange il cuore. Però forse questa finzione può avere un aspetto positivo: ci aiuta a mettere da parte, almeno quando gli altri ci osservano, quelle profonde tristezze ed angosce che altrimenti diverrebbero insostenibili.
Mi verrebbe la voglia di dire che il bravo Autore ..."ridendo castigat mores". Ma in questo sonetto di una perfezione unica in stile classico, ci mostra una sofferenza intima, senza alcun clamore, pur col sorriso sulle labbra. Nobile ed alto insegnamento.
