Poi venne l'autunno
Hariseldom
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Il tempo sembrò cambiare direzione
come quel vento e quella pioggia
non appartenevano al nostro mondo.
I giorni si fecero leggeri
i colori tenui di un acquerello
coprirono i campi.
Gli ulivi avevano frutti sorridenti
l'albero dei cachi era pieno delle sue bocce
le ultime more secche, non nutrivano gli uccelli.
Il cane di un vicino camminava sul sentiero
mentre il suo padrone stava attento ai passi
e una donna portava il figlio a scuola.
Era quell'autunno sui colli a Pescara
con il mare lontano a coprire la cornice
e dietro le spalle le montagne come chiodi.
Ed io perso nei miei pensieri
cercavo un motivo per non arrendermi
mentre l'autunno mi serrava i piedi.
Forse quel gatto
che mi aspettava sulla porta
sapeva dove e come potevo vivere ancora.
Poi, l'autunno, languido e seducente
mi portò a scompigliare le fronde basse
degli alberi del mio sentiero.
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Hariseldom
Commenti (2)
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Grazia La Gatta6 ottobre 2015
Versi che dipingono la tela della Natura e della vita; lirica piacevole alla lettura che ha il potere di rilassare il lettore. Apprezzata.
Luciano Capaldo6 ottobre 2015
Che bella questa lirica. Una natura descritta anzi no dipinta come un quadro di reale natura. L'autunno poi come la primavera è una stagione fortemente ispirante forse perché di mezzo, forse perché accompagna al rigido inverno . Versi molto apprezzati.


