Quando l'autunno
elena rapisa
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Con ali di nebbia mi è calata addosso
la crudezza del tempo
avvolgendo sgargianti memorie di amorfi veli,
le stringe in abbracci di dimenticanze,
penetra impietosa fra le ciglia,
asciuga antiche lacrime.
Dal ramo più alto del melograno,
in precario equilibrio, il pettirosso osserva
la danza delle foglie.
Si sono appropriate di incarnati smaglianti
per ingannare la morte e par compiangerle,
il vermiglio sparato palpitante
a figurare più accetto il finale viaggio.
Attutita dalla lontananza un'onda peregrina
intona con monotona ossessione perpetue melodie.
L'autunno depone semi di malinconie
e l'anima si fa docile custode.
©
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L'autore
elena rapisa
Sono una bilancia sbilanciata eternamente in conflitto fra razionalità e sentimento: il più delle volte prevale quest'ultimo. Mi abbandono sovente al sogno e mi rintano nella solitudine per meglio scandagliare il mio io segreto e riassaporare ogni attimo di gioia vissuta. Credo fermamente che amare sia sinonimo di do
Commenti (1)
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Alberto De Matteis8 ottobre 2015
Un'attenta riflessione ricca di particolari sull'autunno ormai inoltrato, con immagini molto belle e suggestive.

