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Sociale 13 ottobre 2015 · lettura 1 min · 2598 letture

Tace la notte

Rita Minniti 1106 poesie pubblicate
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Non ascolta il mare, il male, da questa realtà sommersa dall’inquietudine. L’onda porta con sé la vita. Tace la notte, quando il cielo smette di sognare e il fiato d’urlare. Conosce la paura, ma non qual è la retta via. E’ l’uomo il padrone di sortilegi inventati, racconti indefiniti, voci infrante nel dubbio in un ascolto affogato nella nebbia, senza ritorno. Avanza la sete di giustizia. Il sangue copre gli occhi. Non si temono ritorsioni sull’indegna idea del fermarsi. Ma quel che resta, non ha dignità. Sono gesti stracciati alla comprensione d’umili valori, in pasto agli avvoltoi. E s’arena la temibile fine su una riva senza speranza
#Cielo#Mare#Uomo#Paura#Notte
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Poesia presentata al premio Scrivere - Tema: Sete di giustizia (Sociale)

L'autore
Rita Minniti
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Commenti (7)

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carla composto14 ottobre 2015

lirica incisiva e bella ...la giustizia non sempre ascolta il grido d'...a volte la dignià dell'uomo non ha volore per chi giudica ed é per questo, che ci sentiamo soli ed abbandonati e cerchiamo di proteggerci... intensa e bella il mio encomio poetessa

Umberto De Vita14 ottobre 2015

Poesia intensamente bella e con un velo di rammarico. (se ho ben capito) ottimo testo.

Silvia De Angelis14 ottobre 2015

Versi intensi e significativi, in un susseguirsi di strofe, intinte in notevoli immagini d'una realtà che spesso ci lascia perplessi... Poesia molto apprezzata

Francesco Rossi14 ottobre 2015

Dal titolo ho pensato ecco la lirica leggendo sono entrato nella dimensione reale e ho beneficiato culturalmente di questa composizione.

Grazia Denaro14 ottobre 2015

Non sempre la giustizia è giusta, specie nel comminare pene a quegli uomini vigliacchi che approfittano della debolezza della donna che sopporta per molto tempo le loro prepotenze, le loro botte. Molte donne in questi anni ci hanno rimesso la vita per aver avuto la sfortuna d'incontrare uomini violenti che hanno avuto fino all'ultimo supremazia di vita e di morte su loro. La giustizia non è mai giusta anche perché è troppo lenta e il tempo cancella diverse verità che accertate subito avrebbero un altro valore, forse d'aggravante. Negli ultimi tempi è uno scempio sentire certe storie che lasciano atterriti. Mi chiedo: lo stato dov'è per tutelare queste donne? Perché non inaspriscono le leggi sulle vessazioni che subiscono le donne?

Jibi15 ottobre 2015

E' chiaro che siamo in guerra, ed è una guerra di accerchiamento, ognuno di noi assedia l’altro ed è assediato, vogliamo abbattere le mura dell’altro e mantenere le nostre. Le ingiustizie si moltiplicano, lo sfruttamento è all'ordine del giorno, la libertà di essere e di fare una chimera e la dignità dei oiù calpestata sempre più violentemente. La compassione è la fine dell’assedio.

Immagini poetiche che affondano incisive a circoscrivere le piaghe di un'intima infinita violenza ... in un silenzio buio e lacerato che urla, assetato di giustizia e verità, l'umano sentire sembra invocare un possibile riscatto, aprendosi a sguardi decisi e gesti coraggiosi che osano andare e prolungarsi oltre, prima che l'orizzonte si chiuda a riconfinarsi tra squallide regole, malnutrite da inganno, ipocrisia, indifferenza ... impressioni profondamente apprezzate e condivise