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Riflessioni 15 ottobre 2015 · lettura 1 min · 1415 letture

La scalinata di Mauthausen

Davide Ghiorsi 180 poesie pubblicate
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Trenta gradini e gracchiano i corvi sopra i reticoli estesi oltre il campo ed esseri brulican, or, come vermi in mezzo a quei becchi senza alcuno scampo. E picchia la neve sopra la testa e picchia la guardia sopra alle spalle continua a picchiare pur se implori "basta!" e chiudono gli occhi persino le stelle. Cinquanta gradini e l'anima è vuota ossa che avanzan senz'altro percorso fantocci in parata d'orchestra già muta neri strappati al più cupo universo. E picchia la pioggia e picchia la notte e picchia il bastone lungo il costato ma non fanno mal più neppure le botte se l'esser vivo appartiene al passato. Mille gradini e poi mille ancora larve in cancrena senza alcun torto non c'è primavera vestita d'aurora che faccia sbocciare un fior se è già morto. E picchia la storia sopra alla mente picchia negli occhi, picchia sul cuore e picchia più forte su chi non sente picchia la storia e ne piange il Signore.
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Tra l'ingresso del campo e la cava c'era una discesa ripida. Qui i prigionieri erano costretti a salire e scendere portando grandi pesi, spesso scivolando sul ghiaccio e cadendo nel precipizio alla sinistra, inoltre durante le salite e le discese erano bersaglio delle angherie delle guardie che li picchiavano o addirittura li spingevano giù per la scala gelata, lasciandoli poi morire tra ferite e fratture terribili. l'immagine è presa dal web.

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Davide Ghiorsi
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Commenti (7)

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Elena Artaserse15 ottobre 2015

Versi bellissimi a testimonianza di una barbarie perpetrata dagli uomini verso altri uomini che avevano la colpa di essere ebrei . Non si può e non si deve dimenticare l'orrore e la sofferenza vissuta dai prigionieri nel campo della morte. Complimenti all'autore che riesce a far rivivere la tragicità di questa vergogna dell'umanità.

Paola Riccio15 ottobre 2015

Versi toccanti, sferzanti, che ci fanno male per la loro cruda verità, degni di Peter Weiss e della sua Istruttoria. Il mio elogio.

Maria Assunta Maglio15 ottobre 2015

Crudeltà e atrocità di tale entità non devono più ripetersi. Ebrei persone non considerate uomini donne e bambini uccisi perché Ebrei perché inferiori. Segnalo

Eccelso, con te ogni orrore, si affaccia agli spiragli degli auspicati cambiamenti... scrivi una cosa più bella dell'altra Maestro... e ti assicuro che non son complimenti! Insegnami la vita...

carla composto17 ottobre 2015

Toglire la dignità ad un'uomo... una vergogna ed un atto che non ha eguali... versi che arrivano al cuore... quanta cattiveria gratuita... non ci sono parole, questa lirica ne accentua la drannaticita'...sinceramente commossa

Daniela Zarriello17 ottobre 2015

La poesia riapre uno squarcio temporale e proietta il lettore lì, in quel quel campo di dolore, morte ed umiliazione assoluta. Ed è grande l'impatto emotivo che comunica con il cadenzare dei versi. Un grande elogio!

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adriana sini18 ottobre 2015

"E chiudono gli occhi persino le stelle" è il verso che più conquista dell'intero componimento; ognuno di noi, sapendo cosa è stata la brutalità nazista, almeno una volta si è chiesto come Dio abbia potuto permettere tale orrore, una crudeltà tale da far voltare lo sguardo altrove addirittura alle stelle del firmamento. La storia picchia per impedirci di cancellare il ricordo di una crudeltà umana così spaventosa da far piangere anche Dio. Bellissimo componimento, bellissima insistenza del verbo picchiare volutamente usato al tempo presente, quasi un martellare pressante e continio allle coscienze troppo spesso voltate altrove, come quelle stelle impossibilitate ad intervenire per porre fine al massacro.