S'andava a casa della nonna
Hariseldom
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S'andava in autunno a casa della nonna
lei sempre con la nera gonna
ci aspettava sull'uscio della via scoscesa
lasciando per noi il camino acceso.
Cambiarsi d'abiti
e metter gli stivali
con i sacchi di juta
s'andava a fare i marroni.
Lontano per i monti Simbruini
su udiva lo schioppettio
dei cacciatori a lepri.
S'aveva quasi paura
che un colpo di rimbalzo
ci cogliesse con il sedere in aria
intenti a raccoglier il nettare della terra.
Si faceva a gara
tra foglie e funghi velenosi
a chi più castagne riportava
ma il sedere della signora bruna
era il gusto che da ragazzi più ci coglieva.
Il brufoloso era sempre il più spiritoso
a dire che lui le donne le conosceva bene
dire che non era vero
e la figlia della contessa
gli tirava sassi che di parole sconce
non si avea bisogno.
Il cane tartufaro correva tra il muschio
e l'erba alta
a volta si voltava per veder s'era solo
povera bestia
pensava d'essere re
ed era invece solo servo.
Una lepre intimorita
ci apparve di colpo
e tutti noi ragazzi a gridarle:
vai, fuggi
che se ti vedono i balbuzienti
di sparano tra gli occhi.
Ma la lepre aveva tanta paura
e nella tana stava a guardia
che i suoi figli
non dovessero perder mamma e vita
tra le castagne
di quel bosco di ricordi.
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Hariseldom
Commenti (2)
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F
Fabio Mancini24 ottobre 2015
Bella scrittura ispirata da ricordi indelebili. Hai fatto parlare la parte più giovane di te. Complimenti.
M
Mariasilvia24 ottobre 2015
Un bosco di ricordi che la mente non cancella. Le immagini sono talmente vere che posseggono il cuore e prendono il pensiero abbracciando le regole di un'anima molto semplice e giovane. Complimenti un particolareggiato racconto.
