Er core mio s'implode!

Vivo di passioni fulminanti. Le brucio con veemente intensità, la storia, la chitarra, la poesia, insieme al calcio che è la croce mia. Alcune poi ritornano pressanti. Ormai dovrei saperlo alla mia età. Perció finchè m'aregge e nun m'annoio, v'ammorberò co' quarche mia poesia nell'illusione de fa' spunta' un sori
Commenti (6)
L'autore ha perfettamente ragione quando afferma che il destino infame non cambia. Sogna vivendo nella illusione di vedere la squadra del cuore vincere la partita tanto attesa.
Grandi pensieri e ottimo testo, divertente, sincero e onesto. Mi piace questo lavoro perché cattura e si fa ammirare per lo stile usato. Davvero grande.
Il romanesco già di suo ha la simpatia della cadenza se poi usato in questo modo fluido e musicale per trattare oltretutto un argomento finalmente un po' diverso, allora è il massimo. Ho apprezzato tantissimo la struttura, un contenuto originale e versi che mi hanno catturato e messo di buon gusto.
Testo serio nella sua schiettezza e freschezza, la dipendenza va forse curata o forse solo un po' "ammorbidita" o semplicemente si può continuare così come si è fatto per trent'anni, chissà, penso che l'autore sappia da solo che nonostante er core gli dica che ce stanno cose belle nella vita... ar terzo fischio... s'implode! Complimenti per estro, stile, linguaggio, immagini, tutto!
Simpatica poesia in vernacolo romanesco che io adoro, anche se non sono tifosa di calcio, non ne capisco niente. Mi spiace quando vedo qualcuno soffrire per la squadra del cuore, prendersela per un pallone che è andato da tutt'altra parte, facendo rimanere delusi milioni di tifosi. Versi apprezzati!
La passione calcistica è viscerale ed il Poeta in questa interessante lirica in vernacolo romanesco esprime quanto, spesso, sia pesante quasi tossico un tifo che dura da decenni. Poi in questi tempi di corruzione anche nel calcio sarebbe meglio essere maggiormente flessibili nell'emotività che tale passione genera. Ottimi versi... complimenti !






