Dolore nuovo
Pier Giorgio Cadeddu
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Percorrendo una vita sbagliata
resto assorto da una qualunque idea vagante;
tra i passi lenti e il freddo che mi assale,
riciclo sensazioni usate come frasi sconnesse;
sillabando il ritorno
mi ubriaco di strada;
il connubio tra l’acciaio e l’ombra
frantuma le spirali gocciolanti
pretese di un giorno sfumato
tra i vapori del niente;
ansimanti di caldo
sussurri affaccendati di vento
mi piangono sul viso scarno,
sferza dolcemente ignorante
dell’incapacità di un uomo solo
a superare il confine delle mani,
frontiere ossute fra il silenzio del cuore e il fardello dei sogni;
invischiato dai rimasugli di una sera,
lattiginosa per l’andare,
provo a tentoni
a vivere i rimbalzi angolati di un ciondolare stanco
sopra i quarti di luna di una notte di pioggia;
si allaga il cuore di un'aridità svogliata:
niente si spreca di un dolore nuovo.
©
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L'autore
Pier Giorgio Cadeddu
Commenti (1)
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Luciano Capaldo22 ottobre 2015
Una serie di immagini opportunamente scelte per tradurre al lettore lo stato quasi confusionale nel quale può capitare di trovarsi in un particolare momento della vita. E' inquietante infatti il tentativvo di elaborare una vita incomprensibile, offrirle un colore chiaro ed invece trovarsi difronte ad un risultato ambiguo, sconfortante. Molto piaciuto

