Madre stanca
Pier Giorgio Cadeddu
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Stretta fra i vestiti di un tempo di seconda mano
Attraversa il futuro che rotola
Verso un’altra inutile notte.
Una borsa bianca,
prezioso cimelio dell’ultima disfatta,
come schermo a riflettere
le immagini della lanterna magica
di città che sale sopra i colli.
Non circola niente fra quelle mani fragili
avvinghiate ad un destino perso
tra autostrade di vento e figli ormai dimenticati;
i suoi passi veloci
dentro un mistero conosciuto,
incognita madre stanca e solitaria
di poste e periferiche scale di mattoni:
sento una musica salirle intorno,
forte di umanità,
odorosa di pianto,
orgogliosa di vita.
Respiro freddo l’aria del mattino
e l’invidia della sua tenerezza:
non abbiamo che sogni da mischiare
e vivere dentro le nostre borse bianche.
©
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Pier Giorgio Cadeddu
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