Festa
Sono così distante
da questo vociare confuso
che le grida e le risa
sembrano frammenti di sogno.
Ti vorrei fermare e
sussurrarti dolci parole
carezzarti i capelli
inseguendo un tuo sorriso.
Ma presto svanisce ogni
desiderio e noia mi coglie.
Che avevo mai in mente?
Che sciocco proposito il mio!
E mentre fuggi via
ti segue lontana il mio sguardo,
la musica che scema
mi avvisa: la festa è finita.
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L'autore
Alessandro Accorinti
Nasco il 10/07/1994 a Vibo Valentia. Vivo a Pisa e scrivo poesie da quando avevo circa 14 anni.
Commenti (1)
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Antonio Terracciano25 ottobre 2015
La lettura di questa poesia (la cui suddivisione in versi potrebbe essere perfezionata, secondo il mio modesto parere) sull'amarezza che lasciano certe feste giovanili mi ha riportato immediatamente indietro nel tempo. Poi sono andato a leggere la biografia del poeta e ho visto che ha vent'anni, quanti ne avevo io quando scrissi una poesia simile, "Così finì la festa", che fu pubblicata in una rivista poetica per giovani e che oso qui riportare, per sentirmi maggiormente in empatia con l'autore: "Così finì la festa: / due pezzi di cuore / buttati in un angolo a guardare / e una faccia più incerta di prima / a rimpiangere / ieri. "