Taciti muti
Rosaria Catania
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"Son gambe che non camminano"
Si vive morendo
nell’arco di un istante
son due estranei occhi
Lo stesso tempo
sarà una gratis commedia
il suo nome qualunque esso sia
indispensabile legge ugual per tutti
Vacillerà la sorpresa
nell’ inconfondibile appuntamento
lampeggeranno i trionfi con le sconfitte
dal tempo del mondo
Scalar la cima
per scoprir che hai sognato
che la vita va oltre
pallidi soaranno i fiori di novembre
Soffiano i venti
sul profumo del mosto
ed il melograno rosso regalato ai bimbi
dormono le croci
silenziose mute riposano
son strade solitarie
e su nebbie di memorie
sulle tombe
sguardi sorridenti
di chi fù
Son verdi i camposanti
rispondono in preghiere
e sul chiarore delle brune scure
un po' di luce
si spande al chiaror di pace
I pioppi dritti se ne stanno
irrigiditi deserti
ed una lacrima in un brivido scorre
su per le vene
col dolce caldo ricordo
Crisantemi taciti
dentro quel cancello tutto si è fermato
" Un amore eterno"
©
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Rosaria Catania
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