Allegoria delle stagioni
Pasquale Farallo
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Si muove Estate lentamente
ancora un poco intorpidita
coi suoi riccioli dorati
d’intrecciate viti e di capricci
Avanza Autunno infreddolito
e intanto le giornate accorcia,
dagli alberi le fronde allenta
e il buio della sera invia precoce
Quindi a Inverno cede il passo
che inbiancato ha il capo e rosso il naso,
poca gente s’incontra per le strade
tutti in cerca di un tepor che scaldi
Poi finalmente si desta Primavera
e Bacco, che da la sbornia s’è riavuto
la prende sottobraccio e incontro va ad Atlante
che sulle spalle il mondo regge
Delle stagioni l’infaticabile sequenza
col suo potere il Mondo ella governa
e questa eterna successione
ognor ne segue con grande precisione
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L'autore
Pasquale Farallo
La poesia mi incanta, mi affascina, mi esalta, mi accompagna, è lo specchio della mia anima, perchè mi fa sentire vivo. Essa è l'unico modo, a me più congeniale, che mi permette di esternare le mie sensazioni, le mie emozioni, anche le più profonde e recondite, rendendo possibile condividerle con gli altri. La poesia p
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