Sonetto del tempo perduto
Sto solido in questo sito "come d'autunno sugli alberi le foglie". Ho scritto sotto vari nick, quali"lo strimpellatore" e altri, ma in realtà sono quel Lorenzo Crocetti per sette volte almeno cacciato dal sito per i suoi interventi, da spirito (forse troppo) libero, ma poi sempre riaccettato. E continuo a starci beata
Commenti (2)
E' interessantissimo il tema trattato da Lorenzo in questo suo sonetto (un po' anomalo, perché composto, tranne l'ultimo verso, da decasillabi): la possibilità dell'avverarsi del ricordo. Forse è meglio lasciarli tali, i ricordi, così come sono, perché, se si avverassero, potrebbero arrecare brutte sorprese! Marcel Proust maturo (e mi scuserete se cito il sommo romanziere del Novecento, ma il titolo della poesia del Crocetti mi porta inevitabilmente a lui), verso la fine della "Recherche" ricercava gli stessi sentimenti provati da giovane per certi suoi amici o amiche scrutando i volti, i fisici e i modi di agire di ragazzi e ragazze che potevano vagamente rassomigliar loro...
Leggere il Crocetti diventa fonte inesauribile di "Imparare" Curata la composizione, una lettura bellissima che appaga per la fluidità del verseggio.
