Carta rigida
Pier Giorgio Cadeddu
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La carta rigida e macchiata
da immagini consunte,
è vela di ricordi restituiti alla notte
sussurri lenti di un andare indolente;
in assenza di vento,
aleggiano spezzoni di sequenza finale:
crepuscolari inganni per giardini promessi;
son passaggio di luce che sfugge
al tuo sguardo rubato dal futuro,
fiori di loto,
bianco assoluto ed incolore
di ciò che non vediamo ancora;
l’ocra delle stagioni andate
opacizza il risvolto degli anni,
esangue parto di una fotografia
didascalico aborto dei miei giorni chiari.
Ha sapore metallico quest’improvviso vivere
che corrode acido il tempo;
inclemente catena tra sorriso e timore.
Si nutrono d’ombre gli scuri del tuo viso,
occhi spenti nel caos .
©
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Pier Giorgio Cadeddu
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