Lo scoglio
Rosaria Catania
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Giù dal pozzo l'acqua stagna
segretar bugie su torbe muffe
striscia l'infame pendolo
sulla sua fragilità degli accordi
ore giorni mesi anni
madre di tutte le madri
Anch'essi autentici...
puntar l'epigrafe all'aperto vincolo
chissà sarà inossidabile al suo ritmo
in esso così radicato
col ticchettio profondo
Dove andrà la voce...
nel vento di stagioni fuggirà
dietro quei vetri opachi negli inverni nevosi
ritorneranno le gemme
al demone delle lucciole
dalla morte dopo tutto si rinasce
e nella vita da padre a figlio
si incendieranno i colori sulle consunte
nelle estremità del gioco
In quel corpo diventato canoa...
col rumore leggero nelle acque viaggerà
remando coi rintocchi verso la collina
dello scoglio finale
Di dove un giorno era partito
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Rosaria Catania
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