Che te ridi si sei morto?
Enrico Baiocchi
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Nun sanno più che cazz’inventà
pe’ scassacce e nun facce campà
e si da vivo la vita è na guera
scocceno pure si stai sottotera
Questa è na legge de li cialtroni
ch’amo pagato pe’ governà
e che invece de rompe i marroni
a quer paese dovrebbero annà.
N’immagine triste e sofferta
bigna mette su ‘a gelida lastra,
perché si vojo nun posso sorride
a chi du minuti co’ me vo’ divide,
ché felice nun me po’ ricordà
se l’artri morti nun vole insurtà
ché si vedono un omo in mutanne
loro, porelli, se ponno poi offenne.
Che te ridi si sei morto già?
©
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L'autore
Enrico Baiocchi
Ciao a tutti. Nasco tantissimi anni fa in quella che è universalmente considerata la culla dell'arte: Roma, sotto l'ombra del "cuppolone". Innamorato dell'arte in tutte le sue forme, pittura, scultura e musica, l'immagine è il mio credo, mi sono avvicinato alla scrittura da pochissimi anni, prima quasi per gioco,
Commenti (1)
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Antonio Biancolillo2 novembre 2015
Ci mancava anche questo... mi sa tanto che non abbiamo scampo per niente... e se ci facciamo vedere un po' troppo spiritosi e goliardici... si potrebbero inventare una su questo... Piacevole il vernacolo nella sua musicalità... così da lasciare un sorriso che condivide... Molto apprezzata...

