When?

T'imponevi come una poesia,
come una lettera d'amore
al di là del tempo.
E la foschia novembrina
scendeva sulla sera
in un lento attendere di te.
Tremavi un abbraccio
di vuoto niente
e di tutto infinto.
Recitavi la penetrazione auricolare
del poi.
Insistevo sui tuoi occhi,
sui tuoi occhi lontani.
Mentre mi amalgamavo a loro,
con uno sguardo serrato di incredulità.
Spavalda la mano che scendeva,
in un momento sbagliato.
Ed era un orologio senza lancette
a decidere il se
e il quando.
©
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L'autore
Alexis
Io sono eterea, intangibile, virtuale. Non sono che astrazione sublime. Un'immagine algida, evanescente, sfilacciata e vacillante, in abito nero.
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