L'ultima aurora sul fiume
Hariseldom
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La notte stava scemando
come il fumo di una sigaretta
che si alza e poi si smorza
così il nero della notte
schiariva e sentivamo nel bosco
uccelli che solo all'aurora
chiamano il loro dio.
Eravamo in silenzio
a preparare le canne per la pesca
le acque delicatamente
raccontavano storie di popoli antichi
e di mondi che non avremmo mai incontrato.
Due lontre nuotavano lontano da noi
sembravano enormi ratti
che un demonio del fiume
usava come guardiani.
C'era un'aria fresca
e quando lanciammo in acqua
i galleggianti si vedevano appena
seguivano la corrente
a tratti sbandavano.
La luce poco alla volta
stava aumentando
e in cielo un aereo diretto al nord
lasciava la coda bianca
dietro di se.
Poi
a un tratto
il galleggiante ebbe un sussulto
poi rapido affondò
e il rumore della frizione
mi faceva capire
che il cavedano era grande.
Si
andavamo pesca all'alba
nei giorni senza pensieri
quando sembrava che mai
il mondo dovesse cambiare
e che mai amico mio
dovessimo da imprenditori
divenire poveri cristi.
Non saremmo più tornati
non avremmo più visto il Vomano
non avremmo sentito l'aurora
sulle guance
ma quel giorno
quel giorno
eravamo dei del fiume
bagnati d'aurora.
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Hariseldom
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