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Introspezione 9 novembre 2015 · lettura 1 min · 823 letture

Urli di sirene

Pino Penny 558 poesie pubblicate
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Senza grilli per la testa ho spento il loro canto ho finalmente chiuso la finestra per anni l'ho lasciata aperta ad ascoltare canti dedicati alla speranza -Vorrei potendo io tornare indietro?- rivivere per sempre splendidi momenti affinché non siano più il passato piuttosto vita corrente, riveduta Nel mentre immagini in ricordo e realtà si abbracciano danzando eseguendo passi in un balletto audace sospesi in aria a mai toccare terra come succhiando nettare fanno i colibrì ma la finestra è chiusa si chiude qui il mio libro racconto l'accaduto ad altri, a me stesso... canterei canzoni inedite intonse da ascoltare tratte dal grande mazzo di carte di una vita Nell'unico grande fiume dove si annegano torrenti navigò il battello dell'amor perduto urlando sue sirene a ciò più mai accadduto
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L'autore
Pino Penny

Nato il 12-08-48(del novecento) a Rivoli prov.di torino in italia-europa-mondo-vialattea. mediocre ma variegato.abbastanza sfigato...ex..molte volte ex... a undici anni la mia prima poesia(essendo un cretino,scrivo pure adesso che ho qualche anno di più) espressionista nato.illuso ma disilluso.causa forza maggiore.

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Commenti (2)

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Antonio Biancolillo9 novembre 2015

I nodi del destino, come bivio alle nostre speranze e delusioni, ci pongono una dimensione alternativa al nostro vivere e ci lasciano sospesi come aquiloni refrattari ad essere liberi. Un Fato incondizionato ci rende legati a nuclei significativi e pregnanti, alla poesia del volo immaginifico verso terre lontane… Fuga o ritorno nel nostro Io…e tra questi dubbi c’è una finestra chiusa nella stanza… Molto apprezzata nei passaggi…

Clelia Maria Parente10 novembre 2015

Quella finestra chiusa è come l'animo che non fa entrare i sentimenti. Un dolce paragone scritto con versi amabili e sentiti dal nostro autore. Egli ricorda il tempo passato quando la finestra era sempre aperta e storie d'amore entravano facendo vibrare il cuore. Ora quelle storie le racconta agli altri e a se stesso paragonando passato e presente alla danza dei colibri mentre succhiano il nettare dai fiori... ma la finestra ora resta chiusa... Piaciuta molto, complimenti poeta.