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Impressioni 10 novembre 2015 · lettura 1 min · 1461 letture

Nel viluppo di ore arrese

Anna62 196 poesie pubblicate
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Tra l'intrico di rami immagina cosa il vento sussurri alle foglie, con quale lingua dica dell'oltraggio che sfibra le lamine fino all'abscissione lungo un suono che rimarrà inascoltato. Notte dopo notte un verbo d'erosione. Così il tempo, nel viluppo di arrese ore a dirci di una lenta consunzione fino alla dissoluzione lungo un'albedo minima e incurante . Notte dopo notte una pronuncia di inesorabile declino. E una fitta sottile al fianco preme e un filo di fiato sospeso. Così chiusi e serrati, noi, dentro un torpore di voci lontane con tutti i nomi rimasti in gola. Così soli, noi, a dare la schiena alla paura. A cullarci su amache di stomaci in subbuglio per verità taciute. A smarrire gli occhi nel flusso di ombre alla deriva dove giocano visioni e docile l'alba temporeggia.
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"Il tempo su tutto nel lavorio di miniere d'ombra nelle quali attendono gli artigli di ferite e noi a cercare l'elemosina di piccole luci, almeno. E una lenta consunzione quando sembra che nella notte tutto sia immobile, ma è sempre un'infinita notte la nostra povera morte".13 febbraio 2016
L'autore
Anna62
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Commenti (5)

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Elle L10 novembre 2015

il lessico ricercato mi distoglie un poco dalla fluidità a cui sono abituata, seguendo l'evolversi della poesia di questa autrice, tutto si lascia affascinare... il gusto, il senso, la musica.

carla vercelli10 novembre 2015

"Notte dopo notte/ un verbo d'erosione..." e poi "noi... con tutti i nomi rimasti in gola..." Gran bella poesia dal punto di vista delle metafore utilizzate e dell'uso sapiente, tagliente della parola per esprimere non solo il senso dello scorrere del tempo e della perdita, ma anche la nostra intrinseca capacità di comunicare e di relazionarci. Molto piaciuta ed apprezzata!

Patrizia Ensoli10 novembre 2015

Una lirica densa di emozioni scavata dentro ad una vita germogliata d'esperienza, ottima la forma e particolarmente apprezzato il contenuto. Si recita in questa poesia il senso dell'io in quel retroscena che si rapporta con l'interiorità percorsa nel proprio vissuto!

nemesiel11 novembre 2015

Poesia che colpisce sin dal primo verso. Un coinvolgimento in crescendo di pari passo con le sensazioni e le emozioni che fa scaturire la lettura. Ci riconosciamo così "soli a dare la schiena alla paura" e riconosciamo la nostra fragilità e il dolore che dalla consapevolezza deriva e dalla impossibilità di mutare anche in minima parte l'ineluttabilità del nostro umano percorso. Eccellente poesia!

Francesco Rossi12 novembre 2015

Sfuggenti voci in poetica di intenso. in ottimo stile