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Cronaca 10 novembre 2015 · lettura 1 min · 1787 letture

Tre volte "madre" poi nulla

Davide Ghiorsi 180 poesie pubblicate
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Nulla. Tre volte "madre", poi nulla un grido che infrange le stelle un pianto che mai finirà. Resa, tre volte "madre" poi resa alcun, mai, vestito da sposa niente di nulla sarà. Dal treno scendevan fantasmi di adulti, di donne e bambini, a destra si andava nel campo, a sinistra si andava nel forno, ed era un giocare di sorte qual lato portasse all'inferno. L'inferno non era la morte, l'inferno era l'essere in vita. A destra andai giù con mia madre a destra e cercai la sua mano ma la stava tirando un soldato la stava tirando lontano. "Ester non pianger bambina, Ester non pianger tesoro". "Madre ma dove ti portan" tre anni quei riccioli d'oro. "Madre", "un bacio tesoro". "Madre madre", poi nulla. Nulla. Tre volte "madre", poi nulla un grido che infrange le stelle un pianto che mai finirà. Resa, tre volte "madre" poi resa alcun, mai, vestito da sposa niente di nulla sarà.
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Il campo di concentramento di Theresienstadt fu attivo dal 1941 al 45 e fu utilizzato principalmente come campo di sterminio per bambini. ve ne transitarono circa 15. 000: non ne sono sopravvissuti nemmeno 100. Venivano fatti scendere dal treno e subito strappati ai genitori, una delle pagine più nere della storia umana. Il disegno preso dal web è stato fatto da un bambino prigioniero del campo. Il nome proprio è frutto di fantasia.

L'autore
Davide Ghiorsi
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Commenti (7)

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Peppe Cassese10 novembre 2015

Straziante come le tante vite rubate alla vita in un afflato indimenticabile...

Paola Riccio10 novembre 2015

Al cimitero ebraico di Praga esiste il Museo dei Bambini di Terezin a memoria di queste innocenti creature. E' possibile vedere i nomi, i disegni e le poesie dei bambini deportati. Ecco io leggendo la tua poesia ho avuto la stessa sensazione di quando ho visto tutti quei nomi e ho pianto.

Jibi10 novembre 2015

Dall’inizio alla fine, un crescendo di emozioni dolorose… l’animalità e il sadismo tedesco non ha avuto limite neppure nel torturare le donne e i bambini. Strappando i figli alle proprie madri, distruggeva nelle prigioniere, qualunque speranza di salvezza, e l’Anima moriva prima della carne. Brividi! Ogni volta che leggo di questi terribili atti disumani, indirettamente li vivo.

Enrico Baiocchi10 novembre 2015

Rivivere, anche se su dolorosi versi, momenti di ciò che è stata la più grande tragedia umana, anche per chi, come me, ha avuto la fortuna di non vivere quell'epoca, è una straziante e angosciante esperienza. L'autore con le sue parole ha reso vividi quegli istanti del distacco definitivo di due cuori e la sconfitta della speranza.

Daniela Dessì11 novembre 2015

Si sente il grido di dolore, straziante per il distacco tra madre e figlio costretti a separarsi a causa della follia umana che ha raggiunto livelli assurdi, impensabili, costringendo un intero popolo a subire le peggiori torture, il lavoro umiliante dei campi di sterminio dove la paura non era tanto quella di morire, ma quella di restare in vita e sperimentare così la malvagità dei soldati nazisti, sottostare alle umilianti prevaricazioni, sofferenze inaudite, al punto da esser considerati non più uomini, ma nullità, compresi donne e bambini.

nemesiel11 novembre 2015

Non si può commentare. La lettura scorre veloce gonfiando il cuore di tenerezza, di rabbia e dolore... incapaci di pensare che possa accadere, che sia accaduto e che ancora accada in mille modi diversi. Poesia forte nel contenuto, assolutamente trascinante emotivamente e perfetta nella stesura.

Patrizia Cosenza26 novembre 2015

da leggere tante volte e ogni volta palpito al cuore emozioni tristi che sanno uscire dal cuore e dare suono alla comozione di questa lirica bellssima e triste profonda e dolorosa nello stesso tempo ... complimenti