Quel 14 novembre
Quell'onda furiosa
che tutto travolse,
ancora rivedo,
nel sogno, la notte.
La preoccupazione
non dava riposo
pure al dubbioso
nell'alluvione.
Barbe incolte,
facce stravolte,
letti scordati,
occhi assonnati.
Quanto temuto,
ecco che accade:
dall'argine rotto
tutto si invade.
Su povera gente,
già in miseria,
è, nuovamente,
calamità seria.
Cala la nebbia
sull'acqua che stagna.
Silenzio di tomba
è quello che regna.
E' desolazione
quella che impera
quando fa buio
al calar della sera.
Galleggian carogne
di tanti animali:
son mucche, maiali,
son pecore pregne.
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