Lo svogliato arrabbiato
Da piccolo volevo diventare un ingegnere
per progettare e poi costruire opere vere.
Mi sarebbe piaciuto come mestiere
essere a capo di un grande cantiere.
Vedendo ed ascoltando la televisione
mi è presto passata questa passione.
Ho pensato: comincio a lavorare
e subito il fisco mi viene a tartassare.
Per costruire non soltanto grattacieli
pago mazzette e finisco a Regina Coeli.
Devo anche iscrivermi ad un sindacato
e saluto con rabbia l'Euro guadagnato.
I miei diritti vengono spesso calpestati,
lo Stato i suoi cittadini li vuole denudati.
In tutte le università il rettore magnifico
lo vedrò presto con la sola foglia di fico.
I nostri migliori talenti sono stati distrutti.
Il popolo è nelle mani di famelici farabutti.
Se messi alla gogna non hanno vergogna,
li condannerei a vivere dentro una fogna.
Parlano, sembrano esperti in filosofia
in realtà conoscono bene la geografia.
Hanno inventato i loro paradisi fiscali
dove recarsi e abbuffarsi come i maiali.
Mi hanno tolto la voglia di lavorare,
preferisco un panino elemosinare.
La mattina mi sveglio a mezzogiorno
ed alla faccia loro, riposo in soggiorno.
©
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