Quell'amore che affossa

E' un relitto nell'acque agitate
quella mente che blanda
e oltraggiata
scarroccia allo sbando...
è deriva, è castigo dei sensi
quella benda calata sugli occhi
che sublima d'azzurro
un cavalier senza pecca,
in realtà niente affatto virile.
Quanto infido e vile
è quel demone che ne aizza
la mano,
che viola in continuo
e poi esige il perdono...
pari a un maglio
che s'abbatte brutale
dissestando i pensieri
e smarrendo in una landa sfiorita
l'orgoglio e la stima
di un ego annullato.
Quanto arde alla pelle...
quanto artiglia quel cuore
forse pavido, o forse intrepido
ma di certo innocente
se subisce per plagio
il serafico inganno.
cosa spinge una donna
a subire a oltranza?
Perché tacite sostan le lacrime
in una coscienza?
E' una notte che incombe ai pensieri
inducendo su d'impervi sentieri.
Quel legame è sbaraglio,
è un veleno che intossica e che spinge in abissi...
non è amor quel che affossa
il femmineo orgoglio!
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L'autore
Vivì
Cos’è una poesia se non un fiume di emozioni che sgorga dall’anima di chi la scrive e si riversa come una carezza nella mente di chi legge? Comporre versi su versi ispirati da un suono, il ticchettio della pioggia o il richiamo di un implume nel suo nido... il pianto o il sorriso di un bambino o quello di un perfetto
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