Lettera ad un amico d'infanzia
Sto solido in questo sito "come d'autunno sugli alberi le foglie". Ho scritto sotto vari nick, quali"lo strimpellatore" e altri, ma in realtà sono quel Lorenzo Crocetti per sette volte almeno cacciato dal sito per i suoi interventi, da spirito (forse troppo) libero, ma poi sempre riaccettato. E continuo a starci beata
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I ricordi aiutano a vivere, non muoiono, non riposano sotto un grande cipresso. Possiamo ancora sentirne il profumo di viole. Commovente queste dolcissima poesia.
Una dolcezza ed una malinconia pascoliana evoca quest'armoniosa e raffinata poesia. Un ricordo improvviso riporta la memoria del Poeta ad altra stagione in cui sbocciavano le viole di un lontano amore e la strada d'oro della giovinezza. La viola, ahimè, è il simbolo della fine di un sentimento, infatti colei che ispirava il cuore dell'Autore riposa al camposanto, insieme all'amico caro di un tempo andato che è il referente del componimento. Ed anche il paesaggio del paese natìo su è tramutato con interventi urbanistici nel corso degli anni. Soltanto nella nostalgia e nel cuore del Poeta l'antico borgo, l'amico di un tempo e l'amata donna che coltivava le viole, sono ancora vivi nel fermo immagine di sentimenti perenni e nel volo della Poesia.

