Café Bataclán
Pasquale Farallo
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Qual dì funesto fu
quando il fato ti convinse
ad incontrar la morte
ed il tuo passo spinse
in quell’ameno luogo
dove vita si esaltava
tra musiche moderne
e i sogni del domani, oh donna
giovane e impegnata
in studi e in altruismo
e in vita, ad amor versata
Gli occhi tu incrociasti
di tre ragazzi armati
occhi scuri e tetri,
le menti ottenebrate
d’invasato ardire
e di arido disprezzo
per il valore della vita...
Quei giovani anneriti
nel cuore e nei vestiti
e il petto avvelenato
da un odio esacerbato...
Così, Valeria
te ne sei andata
insieme a tanti altri
senza colpa alcuna
e senza un perchè
vittima di una guerra
vigliacca ed inneggiante
a un odio religioso
assurda e serpeggiante
che mai profeta alcuno predicò
nè tanto meno un Dio la invocò
©
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L'autore
Pasquale Farallo
La poesia mi incanta, mi affascina, mi esalta, mi accompagna, è lo specchio della mia anima, perchè mi fa sentire vivo. Essa è l'unico modo, a me più congeniale, che mi permette di esternare le mie sensazioni, le mie emozioni, anche le più profonde e recondite, rendendo possibile condividerle con gli altri. La poesia p
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