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Morte 17 novembre 2015 · lettura 1 min · 1500 letture

Bataclan

Luciano Tarabella 944 poesie pubblicate
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Dio non ci ascolta forse annoiato dalle urla dei morenti in un teatro o per la strada. Dio non ci sente perché il sangue che fiotta come un ruscello fa troppo rumore anche per lui e lo fa scivolare nelle nostre menzogne. E i morti i poveri morti sempre uguali tutti con gli occhi vitrei e i tessuti spalancati, andrebbero ascoltati perché qualcuno li ami: o Dio Allah, Budda, Visnù o come cavolo ti chiami che qui non conta più!
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L'autore
Luciano Tarabella

Nacqui nel millennio scorso da pochi ma onesti genitori. Scrissi la mia prima,orrenda, poesia all'età di otto anni e da allora non ho ancora smesso nonostante sia stato diffidato più volte. Scrivo in italiano ed in vernacolo livornese, in versi sciolti o legati alla metrica sui più svariati argomenti. Amo la satira,

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Commenti (1)

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A
Antonio Terracciano17 novembre 2015

E' vero: Dio non ci ascolta, perché troppe volte abbiamo (tutti) abusato del suo nome. Abbiamo mandato eserciti in guerra nel suo nome ("Gott mit uns"), abbiamo stampato banconote col suo nome ("In God we trust"), uccidiamo con atti gratuiti usando il suo nome ("Allah u akbar! ") . Dio (se c'è) è un essere ineffabile, e non vuole che sia pronunciato il suo nome (perché forse non ha nome), vuole soltanto che ci si congiunga con lui mediante la contemplazione ed in un estatico silenzio!