Vigna estiva
Pier Giorgio Cadeddu
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Cristalli di ore fragili
in scampoli di vigna estiva
dove risuonano ancora di preghiere
le litanie di canti sommessi,
inni sussurrati alle ultime movenze
delle ombre avanti il fuoco;
la vita in controluce
inganna gli occhi spenti
e la città smarrita
riappare libera dalle ferite della sera;
all’infrangersi sordo di un mare bisbigliato,
emigrante in ritorno da spiagge profumate,
la coscienza dell’alba
spaurita e rattrappita da una luna calante
piange la sua infanzia
verso il mattino in fasce;
la brina macchia di bianco il giorno
e nel formicolio di voli incandescenti
è un azzurro che mi porta via
sopra il nero frac di un’ultima rondine,
pulviscolo nell’immensità di un respiro;
sulle disarmonie di una musica
l’ eterogenesi delle mie domande.
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Pier Giorgio Cadeddu
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