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Morte 17 novembre 2015 · lettura 2 min · 1417 letture

Foglie

Davide Ghiorsi 180 poesie pubblicate
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Era un giorno d’ottobre di quelli colorati di foglie scolorite che narrano nel vento con sottili voci delle loro vite. Ed io lì nel silenzio col cuore che batteva le stavo ad ascoltare tenendo gli occhi chiusi a ognuna davo un volto e poi ne stavo male. Le foglie del castagno avevano gli sguardi dei morti partigiani narravan di fatiche, di canti nella notte cadendo giù dai rami. E andavan per il bosco parlando di dolori, parlando della guerra fino a che il loro canto inciampava in mezzo al buio sul freddo della terra. Le foglie del carpino avevano le rughe dei vecchi pescatori che lasciavano le reti distese ad asciugare in cima ai vecchi moli. Ed io li immaginavo nel buio del mattino, tra le onde color cielo su un mar fatto di foglie che non davano pesci ma solamente gelo. Le foglie del nocciolo erano contadini ed erano emigranti lasciavan rami nudi e andavan per il bosco coi loro volti spenti. Se ne formavan mucchi in mezzo alle radici delle piante più lontane e nella morte erano uguali a quelle già cadute pur anche se eran strane. Era un giorno d’ottobre di quelli che in autunno sono dipinti d’aria danzava nel silenzio, danzava con il vento ogni diversa storia. Poi, dopo con l’inverno tacevan quelle voci, chiudevano le ali perché sotto la neve le foglie che son morte ritornan tutte uguali.
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A prescindere da ogni vita avuta, storia, religione, colore o quant'altro, i morti sono tutti uguali. immagine dal web

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Davide Ghiorsi
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Commenti (3)

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nemesiel17 novembre 2015

Poesia che non è solo talento poetico... l'accompagna una capacità creativa strettamente legata alla capacità dell'autore di saper vedere... leggere... ascoltare... tutto ciò che gli sta intorno portando alla luce il quotidiano, l'esistenza, le verità più semplici che troppo spesso ci sfuggono.

Paola Riccio17 novembre 2015

Ecco chi è il poeta, uno che ha una sensibilità superiore, che non conia poesia come monete fatte ad hoc per momenti in cui è facile piacere approfittando di fatti di cronaca. Un poeta lo è per tutti, anche per i morti. La morte ci rende tutti uguali.

Giorgia Spurio18 novembre 2015

le foglie come metafora di vita e di morte, come metafora di umanità. quante morti in tutta la nostra Storia... non si possono contare. quante morti in questo nostro presente... è difficile immaginarlo. ci sono tante morti... eppure ne vengono ricordate solo alcune. ma ogni albero piange le sue figlie... in silenzio... e dagli alberi dovremmo imparare. molto belle la terza, quanrta e quinta strofa.