La curva del ritorno

Se l’albore di un giorno dopo
- il dopo delle promesse –
approderà ad orlare la luce fioca della stanza.
Ad accomodare
la composizione imperfetta della regina dei sette incroci
- quella fattucchiera in saldo –
a seguito della notte dei fantasmi.
E supererò il primo tornante,
i limiti divergenti,
questo non presente.
Capirai le mie immense contraddizioni,
nonché la differenza di quota altimetrica,
senza bisogno di dati sperimentali
o concatenazioni logiche.
Occorrerà soltanto
la bella cuspide delle tue carezze
sulla mia schiena.
Sarà nella tua forza tellurica,
nel mio accanimento,
- la misura della smisuratezza -
passione.
Che nell’andamento pressappoco parallelo,
passando per il ventricolo destro,
arriveremo all’uscita di un labirinto concettuale.
Ma nel frattempo
lasciati aspettare.
©
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L'autore
Alexis
Io sono eterea, intangibile, virtuale. Non sono che astrazione sublime. Un'immagine algida, evanescente, sfilacciata e vacillante, in abito nero.
Commenti (1)
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romeo cantoni23 novembre 2015
...Sarà eternamente anche nel 2016... La tua poesia è immortale.
