Il paradiso delle mutande
Hariseldom
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Alla fine dei loro giorni
tre custodi di fedi diverse
arrivarono al Gran Paradiso
montagna alquanto scoscesa
per arrivare da morti
nel paradiso a discesa.
Litigavano tra loro
gli illustri signori
su come sarebbero stati accolti
ora che erano morti.
Il grande stambecco
scuoteva le corna
lui sapeva ogni cosa
anche come cucinare
la pasta alla Norma.
Chiamò seduta stante
il suo aiutante
presto arrivano
prepara le porte
spalancale bene
che vedano la loro sorte.
I tre studiosi della legge
entrarono nella stanza bianca
dove erano appese mille mutande
una di ogni colore
una per ogni paese del mondo
che chi lo vuole quadrato e chi tondo.
Immaginate lo stupore dei tre
nel non vedere
altro di se
solo mutande
di taglie diverse
e del loro mondo promesso
sono in fondo
una targa ad invitare il cesso.
Apriti cielo
che gran confusione
venne allora da loro il grande stregone
con un bastone di radica nero
a svelar loro ogni mistero.
"Non siete arrivati al paradiso degli umani
voi che siete sempre stati
alquanto strani
siete giunti al mondo dei guai
per quel che avete detto
e combinato."
"No non è questo l'inferno
quello si trova molto all'esterno
dove voi predicate le vostre leggi
e per questo fate morire
tutte le greggi."
"Ora siete in eterno nel paradiso delle mutande
sia quelle strette
che quelle larghe."
" Per ogni cosa che avete promesso
dovrete indossarne una anche adesso."
I tre signori ci rimasero male
ma non sapevano d'esser davanti una vetrata
dove a guardarli era la gente
che dalle loro parole era stata ingannata.
Ridevano tutti
sia quelli belli che i brutti
a vedere i gran professori
dal culo sconvolto
a ragione o a torto.
Il paradiso dei miscredenti
era una risata
alla fine di una lunga nottata.
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