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Riflessioni 21 novembre 2015 · lettura 1 min · 1468 letture

La lunga notte

elena rapisa 602 poesie pubblicate
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Ti risuonava nel ventre il cuore con voce di afona campana e rannicchiata fra le crivellate mura, fra quelle vite al pari tuo profanate consentivi che nell'occhi t'entrasse la luna. Più in alto, nel cielo annerato da infidi avvoltoi si spegnevano le stelle mentre ti perdevi nell'inferno del fuoco. I pastori nascondevano gli agnelli fra le pieghe dei mantelli e rosso il fiume aveva smesso di scorrere. Mai sazia, la morte raccoglieva i frutti dell'odio e innalzava lode alle guerre
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L'autore
elena rapisa

Sono una bilancia sbilanciata eternamente in conflitto fra razionalità e sentimento: il più delle volte prevale quest'ultimo. Mi abbandono sovente al sogno e mi rintano nella solitudine per meglio scandagliare il mio io segreto e riassaporare ogni attimo di gioia vissuta. Credo fermamente che amare sia sinonimo di do

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Commenti (2)

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DaviD22 novembre 2015

I pastori nascondevano gli agnelli fra le pieghe dei mantelli merita una citazione a parte. In un verso, un universo. La paura che riaffiora, le certezze che vacillano, la reazione irrazionale, il timore per i propri figli. Davvero un ispiratissima poesia.

Alberto De Matteis22 novembre 2015

Una lirica dai toni intensi che fa molto riflettere. E in una lunga notte la morte raccoglie i frutti dell'odio Innalzando lodi alla guerra. In queste ultime parole Par di udire ancora molto forte l'orrenda strage di Parigi.