Non dovrei essere qui

Vivo di passioni fulminanti. Le brucio con veemente intensità, la storia, la chitarra, la poesia, insieme al calcio che è la croce mia. Alcune poi ritornano pressanti. Ormai dovrei saperlo alla mia età. Perció finchè m'aregge e nun m'annoio, v'ammorberò co' quarche mia poesia nell'illusione de fa' spunta' un sori
Commenti (8)
Non si vorrebbe forse... ma se siamo qui una piccola goccia di felicità bagna le gote... e questo basta... penso... versi sinceri ...trascinano verso la giustissima, per me, chiusura.
Una riflessione curata e attenta, oltre che coinvolgente. La ripetizione del primo verso dà la sensazione di una preghiera che si fa per evitare uno sbaglio o di cadere in una tentazione. Un lavoro che mi ha colpito e che apprezzo intensamente.
Il ricorso all'anafora è un rafforzativo, in questo caso, non fastidioso. Esalta proprio quanto indicato nella nota dell'autore in cui parla di un passaggio dall'egoismo all'agocentrismo. Poi una chiusa che mi contraddice e parla quasi di un azzeramento di se stessi solo perché felici e quindi un po' in contrasto con uno scenario esterno distruttivo e di perdizione. Questo autore va decisamente letto riletto e seguito . Acume cultura ed eleganza di versi... sempre!
Tante cose analizzandole attentamente non si vorrebbero fare, ma molto spesso ci viene spontaneo e naturale farle perché sono insite in noi, nella nostra natura e quindi l'impulso è quello. Una lirica pregna d'anafore che si ripetono nei versi ad esaltarne le affermazioni. Versi molto graditi.
Bellissima la ripetizione del primo verso, a mio avviso, ripete un concetto che in realtà è la negazione dello stesso, non vorrei essere qui ma perché ci sono? perché lo voglio, perché qui sono felice. Senso di colpa che comprendo e che spesso assale anche me ma mi assolvo sempre, invito l'autore a fare lo stesso.
Molto particolare ed originale poesia nelle sue intrinseche metafore che esalta i passaggi della vita e di quello che si dovrebbe o non si dovrebbe fare, domande che l'autore in questa accorta e bella lirica si pone ripetutamente...
Non dovrei essere qui... ripetuto per ben sei volte... ma non dispiace in quanto rivelatore di una situazione interna particolare (in cui vorrebbe che venisse coinvolto anche il lettore), ma passeggera, senza mezzi termini. Tant'è che l'ultimo verso viene chiuso con la parola felicità. Felice di trovarsi qui, dove trovasi in questo momento, felice di condividere questa sua felicità con tutti. Una poesia che ho molto apprezzato per originalità e contenuto.
Una ripetizione non casuale per niente stancante, ma anzi sapientemente messa ad accentuare il senso profondo di questa poesia. La chiusa è veramente molto particolare, il linguaggio elegante e ricercato ma mai artificioso. Opera apprezzabile di un altrettanto apprezzabile autore.







