Tutte e nessuna
elena rapisa
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Di stirpe terreste padre mi fu il mare
sorelle le stelle, amiche del mio sostare.
Negli occhi la luce di mille albe, simili e difformi,
tra le mani cirri di crepuscoli rosati
mentre l'anima traeva sogni dai piovaschi.
Adescata dalla luna mi credetti padrona delle notti
e rintanata in lei liberai nello spazio il mio canto,
complice l'universo.
Infinite furono le patrie a cui appartenni,
ma nessuna mai mi possedette
nè io mai vi restai.
Ovunque straniera, rimasi alla terra saldata
e quando mi sciolsi in lei divenni una rosa.
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L'autore
elena rapisa
Sono una bilancia sbilanciata eternamente in conflitto fra razionalità e sentimento: il più delle volte prevale quest'ultimo. Mi abbandono sovente al sogno e mi rintano nella solitudine per meglio scandagliare il mio io segreto e riassaporare ogni attimo di gioia vissuta. Credo fermamente che amare sia sinonimo di do
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