Chiari di falce
Pier Giorgio Cadeddu
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Chiari di falce sul tuo corpo,
la sera cesella fiammeggiando
proiezioni di spazio
spigoli vivi a irridere pensieri;
l’odore di terra consunta e fradicia
attraversa la mente
e ispira tracce di ginestra
fra i lunari fantasmi sovrastanti il mio cuore;
le carezze vibrano di accenni
piccoli aiuti in cammino
per cercarti le mani
tra le mani rapprese,
intreccio involuto e solido
di carne e vita:
vago sentire dolce
sui tuoi sensi di donna:
e nel tremore delle ansie nascoste
si allaga di pianura
la cecità degli occhi
visioni di amore tattile e sfuggente.
Camminiamo nella rinfusa
di emozioni e di stelle
stridono luci al tramonto per giorni improvvidi
di un amore cieco,
poveri ignoti amanti da tardo autunno.
©
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L'autore
Pier Giorgio Cadeddu
Commenti (2)
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rita iacobone29 novembre 2015
Fra le righe il timore che l'amore possa spegnersi non per volontà e una dolce forse un po' triste rassegnazione all'evidenza della vita fà di questa poesia un delicato insieme d'emozioni .Molto bella letta con interesse.
s
stello cutroneo30 novembre 2015
La malinconia aleggia nel componimento che, comunque, risulta scorrevole ed accattivante nei contenuti e nelle simbologie . Piaciuta, complimenti.

