Vite marinare
elena rapisa
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Sospiri d'attesa nel cielo
allor che a ponente s'inabissa il sole
con un ultimo garrir d'inebriate rondini e,
l'onda vagante lancia appelli alla luna
che sorga, facendola gemmare
Si staglia nero lo scoglio
lambito da salmastre carezze
e gabbiani s'affrettano verso notturni asili
lanciando striduli saluti al litorale
Le barche serrate in rada narrano a bassa voce
dell'altalenante bordeggiar diurno e dei pescatori
lo sgolare nel catturar del mare i frutti
S'accingono al riposo le sbiadite case
corrose da salini abbracci e tutto parla di tregua
mentre il giorno stringe armistizio con la notte
L'oste rubizzo mesce nettare rubino
e con veementi gesti calano il fante i marinai
che tesi vociano imprecando,
mezzo toscano dal labbro penzolante
Il domani rinnoverà fatica e, affidandosi
all'equità del mare s'avviano a sognare
copiosità di prede fermando l'attimo
fra le tornite braccia di una donna.
©
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L'autore
elena rapisa
Sono una bilancia sbilanciata eternamente in conflitto fra razionalità e sentimento: il più delle volte prevale quest'ultimo. Mi abbandono sovente al sogno e mi rintano nella solitudine per meglio scandagliare il mio io segreto e riassaporare ogni attimo di gioia vissuta. Credo fermamente che amare sia sinonimo di do
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