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Amore 3 dicembre 2015 · lettura 1 min · 1847 letture

Zelosus

Alexis 240 poesie pubblicate
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Una pacca sul sedere, lungo il sentiero grigio antracite del nostro saluto. Ultimo gesto miserabile per trattenermi. Ma dovevo andare, come chi non hai mai avuto. La calendula caduta sul pavimento, al mio passaggio veloce. Tempesta cupa nei tuoi occhi. Non ho visto l’espressione frastornata. L’ho soltanto percepita nel deforme e innaturale tuo sentimento. Che al pari di una morsa di ghiaccio affondava i denti nell’anima. Flusso rovente dalla fronte ai piedi, aghi ossidati conficcati nei muscoli. Dopo la mia mano calda a carezzarti il ventre, il tuo bacio sul naso e le mie gote arrossite. Mentre veniva estratta la carta del “disperato per gelosia”, dal mazzo delle Sibille. Stridulo suono del nostro tempo, del nostro destino avverso. Cielo acromo sopra la mia assenza. Poi un’ombra, ad offuscare il tuo sguardo, dall’altra parte della parete. Una figura vigorosa a tenermi i fianchi. E la mia surreale sensazione di averti ancora tra le dita.
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Dalla raccolta di poesie "E sarà eternamente 2015". Quadro di Munch, "Gelosia".

L'autore
Alexis

Io sono eterea, intangibile, virtuale. Non sono che astrazione sublime. Un'immagine algida, evanescente, sfilacciata e vacillante, in abito nero.

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Commenti (1)

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romeo cantoni6 dicembre 2015

...Qui, è molto più bella...; emozioni donano la tua surreale sensazione.