Pescara nella malinconia di un sabato
Hariseldom
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Il grigio di un sabato di dicembre
parrucchieri con pochi cliente
via D'Annunzio sembra annoiata
mentre l'amico che vende accendini
mi saluta come sempre.
C'è qualcosa di strano per le strade
in questa mattina di sabato
una crisi che non è ancora passata
e negozi che salutano chiudendo
come quella di fronte l'università
che si arrende ad un affitto ormai invadente.
Giorni che sanno di liquori scaduti
e profumi venduti agli studenti
con affitti di padroni che attaccano fogli.
Pescara vista con i miei anni
Portanuova che racconta se stessa
un ponte che ha un'aria dimessa
un fiume dal colore di cipolla.
Barche che ondeggiano
e pescatori diretti sulla luna
Pescara sembra non avere fortuna
sindaci e complessi da cantine.
Le lotte di classe sono merce in ribasso
nel discount una bimba gitana mi sorride
mentre in braccio a sua madre aspetta di pagare.
Non so se hanno fatto l'albero
dove una volta parlava Almirante
e gli scontri e il fumo
ombreggiavano le palme.
Pescara è un sotterfugio di uno stregone
che ha venduto l'anima della madre
sul ponte del mare.
Sotto il giardino incantato
dei bambini giocano dove ci si baciava
il parco Florida sa di pizzette e scontrini
mentre io ripenso alle botte dei celerini.
Pescara è una sfida
a una prostituta della pineta
schiava di un mondo
che si è messo a dieta.
Mentre l'opulenta borghesia
conta i suoi soldi
tra una mangiata di pesce
e una fuga a Ginevra.
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