Canto nuovo
Pier Giorgio Cadeddu
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Tace la sera pallida di luna
il tuo respiro caldo,
ultimo baluardo prima della notte;
appoggiato sui vetri della curiosità di uomo
osservi strade stravolte di passanti.
Il cuore strama i ricordi del tempo
calzoni corti e gambe nude,
polvere e fango.
Era dolore lento l’attesa delle feste
dei primi amici colorati di rosso:
poche luci che brillavano
sullo stupore dei sorrisi del borgo;
le campane ritmavano le nenie sacre
e gli occhi ridevano al suono tintinnante.
Niente e nessuno appare ancora ingenuo:
solo ricerca spaurita degli albori
della tua vita:
si disperdono gli umori
trascinando parole verso una speranza
e un canto nuovo.
©
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L'autore
Pier Giorgio Cadeddu
Commenti (1)
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Maria Rosa Cugudda6 dicembre 2015
Profondo quanto delicato canto, che inneggia alla speranza e alla vita, pur intessuto di meravigliosi fili che abbracciano i dolci ricordi. Apprezzata particolarmente anche per la spontaneità che l'autore manifesta!

